- Quale importanza e che tipo di significati attribuite al corpo?
- Discutete se delle qualità riferite al corpo, come bellezza e bruttezza, sono universali o relative alla propria situazione storica e geografica.
- Dopo aver ascoltato l'introduzione a questo modulo, provate ad analizzare la particolare rilevanza del corpo nelle situazioni esemplificate nelle fonti n°1 e n°2.
- Riflettete sulla vostra propria cultura ed esperienza personale. Ci sono particolari modi di abbigliare il corpo che suscitano in voi emozioni? Cercate di spiegare perché, anche alla luce di quanto illustrato in questa sezione.

Testo per l’insegnante
1. Perché e come studiare il corpo. Un’introduzione metodologica
Questo modulo didattico assume un approccio di studio secondo il quale il corpo può essere considerato anche come un prodotto degli ambienti sociali, culturali e storici. Tale tipo di assunto non intende giungere a un’opposizione radicale agli approcci delle scienze mediche e biologiche, ma intende fornire delle chiavi di lettura più articolate e critiche. L’obiettivo di questo metodo non è creare un’impasse rispetto alle conoscenze scientifiche, ma di giungere a una comprensione del corpo inclusiva delle eredità culturali aggiunte e sovrascritte sul “corpo naturale”, fino a trasmettere una certa diffidenza nei confronti di ciò che comunemente è considerato un “corpo naturale” da parte di una specifica comunità.
Certamente la religione è un elemento importante di ogni cultura, e ogni tradizione religiosa presenta una particolare comprensione del corpo che risponde in maniera distintiva alle domande “Qual è la natura del corpo?”, “Qual è il suo destino dopo la morte?”, “Come può l’individuo raggiungere stati di spiritualità attraverso la condizione corporale?”, “Qual è l’atteggiamento religiosamente corretto da adottare quotidianamente nei confronti del corpo?”.
Così facendo, le religioni creano un atteggiamento specifico ne confronti della “corporeità” mediante testi sacri a ciò dedicati, specifiche pratiche devozionali, regole di abbigliamento, di nutrizione o prescrizioni sessuali.
Le religioni hanno influenzato diverse teorie antropologiche sulla corporeità, sono molti gli studi comparativi sul “corpo” e le sue relazioni con la società e il sacro. Nell’opera Le Forme elementari della vita religiosa, il sociologo Emile Durkheim ha scritto che “l’uomo è doppio”, facendo una distinzione tra il corpo fisico-biologico e il corpo plasmato dalla morale e dalla società. Il sociologo Marcel Mauss affermava che tutte le espressioni del corpo indicano l’interdipendenza del dominio fisico, psichico, e sociale; con l’antropologo Arnold Van Gennep, sviluppò anche il concetto di tecniche del corpo, cioè tecniche culturali che corrispondono alla mappatura socioculturale di tempo e spazio innanzitutto nella ritualità, ma anche nella vita quotidiana. Questi studi tendono tutti a mostrare come le categorie sociali siano letteralmente sovrascritte e inscritte nel corpo, il quale attraverso le prescrizioni su abbigliamento, cibo, capelli, depilazione, cosmesi, e ornamenti, agisce come un portatore di significati in senso sociale e morale. L’antropologa Mary Douglas fu risolutamente relativistica circa la possibilità di individuare una qualunque espressione “naturale” del corpo non culturalmente influenzata. Recentemente l’antropologo italiano Francesco Remotti ha scritto circa le pratiche corporali adottando il concetto di “antropo-poiesi” per descrivere gli atti corporali, i comportamenti e le modificazioni capaci di crearesignificati culturali e sociali.
Il corpo, al tempo stesso “trasmittente” e “ricevitore” di informazioni sociali, è dunque ritratto come il complesso punto di articolazione dove la soggettività dell’individuo incontra la biologia e la società.
Le religioni con la loro antropologia religiosa, con le tecniche del corpo e attraverso la produzione di significati culturali (“antropo-poiesi”) hanno dato e continuano a dare un contributo specifico alla creazione di significati sociali del corpo, e indicazioni sulla sua gestione da parte dell’individuo. La società occidentale ha sviluppato una secolare cultura della corporeità spesso in aperto contrasto con le tradizioni religiose tanto che l’argomento della gestione autonoma del corpo è divenuto il maggior motivo di critica di alcune religioni. Ciononostante né le proporzioni del corpo, né il suo colorito preferibile, né la presenza o meno di peli o barba, né il suo aspetto quotidiano possono davvero dirsi neutrali, o dei semplici dati di natura. Ogni scelta circa il corpo è il risultato e anche il contributo alla costruzione di un’identità culturale e sociale.
Di seguito uno schema dei tre punti fondamentali per analizzare come il corpo è concepito e gestito nelle diverse tradizioni religiose:
- Antropologia religiosa: facendo riferimento ai testi sacri di ciascuna religione trattata, com’è definita la natura del corpo? Sono descritti il momento e la modalità delle creazione del corpo, la sua natura, o il suo destino dopo la morte?
- Tecniche del corpo: quali pratiche devozionali possono consentire al credente di raggiungere un diverso stato spirituale? Preghiere, ascetismo, astensioni, digiuni, tecniche estatiche, pellegrinaggi.
- Antropo-poiesi : il comportamento e l’aspetto esteriore sono legati a una specifica identità culturale? Come contribuisce il corpo alla creazione e trasmissione di un’identità culturale?
Queste domande sono utili strumenti per approcciare alle pratiche legate al corpo nelle diverse religioni.
Ogni religione definisce il valore del corpo e le tecniche di cura e trattamento facendo riferimento a diversi principi. Il corpo prende parte nella vita rituale e acquisisce significati attraverso pratiche, trattamenti particolari, abbigliamento, un disciplinamento ascetico, digiuni, o danze.
Questo modulo analizza alcuni esempi tratti dalle cinque tradizioni religiose dell’Induismo, Ebraismo, Buddhismo, Cristianesimo, e Islam.
Gli esempi non sono esaustivi di tutto il complesso di riferimenti al corpo che si è sviluppato in una determinata religione, ma sono un utile esercizio di analisi per gli studenti per comprendere alcune tradizioni sconosciute e al tempo stesso imparare a leggere criticamente il proprio sistema di valori in riferimento al corpo. Gli esempi sono sviluppati attraverso il riferimento a fonti (immagini, video, testi) che hanno come orientamento il seguente schema dei sotto-temi:
- Il corpo nella teologia: natura e destino del corpo umano, con riferimento a alcuni estratti dai testi sacri.
- Azioni rituali, modificazioni esteriori o chirurgiche del corpo.
- Trattamento e cura rituale del corpo con abluzioni, unzioni, e simili.
- Accessori di carattere religioso, decorazioni, cura di peli, capelli e barba.
- Tecniche del corpo: digiuni, ascetismo, danze.
CONVIVENZA & CONFLITTI, DIFFERENZE E SOMIGLIANZE TRA RELIGIONI
RELIGIONE E CORPO
1. Perché e come studiare il corpo. Un’introduzione metodologica
Donna Masai che si dipinge il viso
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Tratta dal volume “Painted Bodies: African Body Painting, Tattoos and Scarification” di Carol Beckwith e Angela Fisher (2012), la foto mostra una donna masai prepararsi per la cerimonia chiamata Eunoto. È abitudine pitturarsi il volto e il corpo con ocra rossa fresca in occasione di momenti particolari del gruppo.
Masai woman painting her face Da “Painted Bodies:
African Body Painting, Tattoos and Scarification”
di Carol Beckwith & Angela Fisher
Pubblicato da Rizzoli, 2012.
http://www.corriere.it/gallery/ambiente/08-2012/paint-bodies...
(03/09/2014)
Incisione con ritratto di Pocahontas di Simon van de Passe. La scritta recita "Matoaks als Rebecka daughter to the mighty Prince Powhâtan Emperour of Attanoughkomouck als Virginia converted and baptized in the Christian faith, and wife to the wor.ff Mr. Joh Rolff”. L’iscrizione sotto il ritratto “At the age of 21 in the year 1616." Si tratta del ritratto di Pocahontas prodotto da un artista contemporaneo della ragazza nativa americana. La ragazza è ritratta in vestiti europei, segno della sua assimilazione alla cultura inglese. Nata circa nel 1595, è conosciuta soprattutto per il suo coinvolgimento durante la fondazione delle colonie inglesi a Jamestown, in Virginia. Un aneddoto molto noto racconta che Pocahontas salvò la vita dell’inglese John Smith ponendo la testa sopra quella dell’ingese nel momento della sua esecuzione. Più tardi Pocahontas si convertì al cristianesimo e sposò un inglese delle colonie cambiando il suo nome in Rebecca Rolfe e adottando l’abbigliamento di tipo europeo. In questo caso, i vestiti sono segni importanti che evidenziano una conversione religiosa e un processo di assimilazione culturale.

Pocahontas portrait Simon van de Passe (1616)
© Trustees of the British Museum, London.
http://www.britishmuseum.org/join_in/using_digital_images/...